“Mamma, veglia sulla famiglia ovunque tu sia”

Era mia madre. Un anno fa ha chiuso i suoi occhi per sempre. Mi ero ripromessa di starle accanto fino all’ultimo respiro e così è stato. Orfana di madre in giovane età con 4 fratelli, 3 sorelle e un padre da accudire, non aveva potuto studiare, ma era molto intelligente e grande lavoratrice. Poi si era sposata e aveva avuto 2 figlie. Si era ammalata a 40 anni ed è iniziato il suo calvario, sottoponendosi a qualsiasi cura. Ci sono stati anni di tregua. E’ diventata nonna di 3 nipoti che adorava e ha festeggiato le nozze d’oro. La “bestia” (come la definiva lei) si ripresentava, bussava alla porta della sua vita e lei la affrontava con coraggio. Mamma, sei stata una guerriera e un esempio di fede fino alla fine. Perdonami se il troppo dolore mi ha fatto smarrire la fede: ora mi sento un puntino impazzito nell’universo e ho perso ogni riferimento. Mi manca tutto di te: le tue mani perché non c’è stato giorno in cui noi due non ce le siamo strette, il tuo profumo, i tuoi occhi azzurri, la tua risata e anche i tuoi rimproveri. Ho un grande bisogno di dirti “grazie”. Non ci sei più, ma è come se fossi sempre presente: i tuoi valori, la tua forza d’animo e la tua generosità sono rimaste qui con me in questa mia vita che spesso mi angoscia e mi rattrista; ma se oggi sono orgogliosa di come la affronto e delle relazioni che ho costruito, è per merito tuo. Ovunque sei, mamma, veglia sulla tua famiglia. Ti amo, mamma. Ovunque tu sia, ti amo fino a lì.

Articolo tratto dal Corriere della Sera del 27 Luglio 2017